1) Nicola Cusano. La coincidentia oppositorum.
Siamo di fronte ad uno degli aspetti pi significativi della
filosofia di Cusano, il tentativo di comprendere la possibilit di
una coincidentia oppositorum quando il pensiero si eleva alla
comprensione di concetti-limite quali l'idea di massimo e l'idea
di minimo. Questa coincidentia oppositorum, pur risultando in
parte comprensibile, almeno se posta sul piano delle quantit,
rimane comunque trascendente le capacit del nostro intelletto.
N. Cusano, De docta ignorantia, l. primo, capitolo quarto.

Il massimo, del quale nulla pu essere pi grande, essendo in modo
semplice ed assoluto pi grande di quel che da noi si possa
capire, poich  verit infinita, noi non lo cogliamo altrimenti
che in modo incomprensibile. Non essendo infatti esso della natura
di quelle cose che ammettono un termine che supera ed uno che sia
superato, esso  al di sopra di tutto ci che da noi pu essere
concepito; tutte le cose infatti che in qualche modo col senso o
con la ragione o intellettualmente vengono apprese, in se stesse e
nella reciproca relazione talmente contengono differenze, che
nessuna precisa uguaglianza pu darsi in mezzo ad esse. La suprema
uguaglianza pertanto, che da nessun termine  distinta o diversa,
supera ogni possibilit dell'intelletto; per la qual cosa
l'assolutamente massimo, essendo tutto ci che pu essere, 
totalmente in atto, ed essendo tutto ci che pu essere, come non
pu essere maggiore di quel che , perci stesso neppure pu
essere minore. Ma minimo  ci, rispetto al quale non si d essere
che sia pi piccolo.
E poich il massimo  allo stesso modo,  evidente che il minimo
coincide col massimo. E ci ti sar pi chiaro se ricondurrai il
massimo ed il minimo nell'ambito della quantit. La massima
quantit  infatti massimamente grande; la quantit minima 
massimamente piccola. Libera dunque dalla quantit massimo e
minimo, sottraendo intellettualmente l'esser grande e l'esser
piccolo, e chiaramente vedrai che massimo e minimo coincidono.
Cos infatti  un superlativo il massimo come lo  il minimo.
L'assoluta quantit pertanto non  pi massima che minima, poich
in essa coincidono massimo e minimo. Le opposizioni dunque
convengono a quelle cose che ammettono termini che superano e
termini superati, ed a queste cose convengono diverse opposizioni,
ma in nessun modo ne convengono al massimo assoluto, poich esso 
al di sopra di ogni opposizione. Poich quindi il massimo 
assolutamente in atto tutte le cose che possono essere, e ci al
di fuori di qualunque opposizione, in modo che nel massimo cada
identicamente il minimo, cos esso  anche al di sopra di ogni
affermazione come di ogni negazione. E tutto ci che si concepisce
come essere non  pi essere che non essere e non  pi non essere
che essere. Ma esso  questa cosa in  modo da essere tutte le
cose, e cos  tutte le cose da non  esserne nessuna, e cos
massimamente ogni cosa determinata, che minimamente sia questa
stessa cosa. Non  infatti diverso dire: Dio che  la stessa
massimit assoluta,  luce, che dire: Dio  massimamente luce,
essendo minimamente luce. Altrimenti infatti non sarebbe la
stessa massimit assoluta tutti i possibili in atto, se non fosse
infinita, e come termine di tutte le cose, e  per nessuno di tutti
i termini terminabile, come spiegheremo pi tardi con ci che
seguir, a Dio stesso piacendo.
Ma ci trascende ogni possibilit del nostro intelletto che non sa
mettere insieme nel proprio principio i contraddittori in modo
razionale, poich noi ci muoviamo attraverso quelle realt che ci
vengono mostrate dalla stessa natura, e questa, cadendo lontano da
quella infinita incapacit, non sa congiungere insieme gli stessi
contraddittori, come quelli che sono separati da una distanza
infinita. Al di sopra di ogni discorso razionale pertanto noi
vediamo incomprensibilmente che la massimit assoluta  infinita,
e che ad essa non si oppone nulla, e che con essa coincide il
minimo. Il massimo poi e il minimo, come vengono presi in questo
opuscolo, risultano termini significativi assolutamente
trascendenti, in modo che nella loro assoluta semplicit
abbraccino ogni cosa, al di sopra di ogni loro contrazione entro
quantit sia di grandezza materiale, sia di capacit d'azione.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1964, volume
sesto, pagine 1020-1021.
